martedì 3 maggio 2011

Sviluppare la leadership... giocando.

E' realmente possibile migliorare le proprie doti di leadership? Influenzare le decisioni, orientare le scelte di un gruppo, convincere colleghi o collaboratori, motivare chi lavora con noi, rappresentare un modello per gli altri, questo e molto altro significa 'leadership'. E se il modo migliore per apprendere i segreti della leadership fosse giocare? Questa è l'ipotesi di partenza di un progetto europeo chiamato L2L, ovvero Learn to Lead. Un progetto che punta sulle nuove tecnologie ed in particolare sui serious games per elaborare una metodologia in grado di contribuire al miglioramento della leadership.
Sotto alcune immagini relative all'ultimo meeting di progetto svolto a Valencia.

Rappresentanti del team spagnolo a lavoro seguono l'intervento di Conor Linehan dell'Università di Lincoln.

Michela Fiorese di Entropy KN Spiega il funzionamento del S. Game Palma.




Premessa

Nell’ambito degli studi organizzativi il tema della leadership è certamente fra i più interessanti e dibattuti degli ultimi venti anni. Pubblicazioni, seminari, congressi e progetti formativi hanno tentato di afferrare i segreti di un fenomeno complesso ma anche di offrire modelli e strumenti in grado di garantire lo sviluppo della leadership intesa come competenza lavorativa. Tale tentativo di lavorare sulla leadership intesa come competenza, ossia come qualcosa che può essere oggetto di apprendimento, si è scontrata con pregiudizi piuttosto radicati in base ai quali la leadership è vista esclusivamente come dote innata posseduta da certi individui.  Gli studi e le ricerche in questione, lungi dall’aver esaurito la complessità del tema in questione, hanno certamente contribuito a ‘smitizzare’ la leadership, a farla cioè uscire da quella dimensione per certi versi ‘eroica’ ancora per molti versi presente nella nostra cultura e nel mondo del lavoro.
Le ragioni per cui alla leadership sia stata di fatto riconosciuta una maggiore importanza rispetto a tematiche affini come il management o l’imprenditorialità sono diverse. Senza pretese di essere esaustivi nell’analisi può essere utile osservare come negli ultimi anni sia cambiata notevolmente la visione del mondo del lavoro ed il concetto di successo di una impresa. Fino a qualche decina di anni fa l’evoluzione dei mercati, degli scenari economici ed il funzionamento stesso delle imprese era concepita come qualcosa di fondamentalmente razionale e prevedibile. Esistevano indicatori sostanzialmente affidabili che permettevano di valutare un mercato, un settore economico o una organizzazione e parallelamente tali indicatori rappresentavano linee guida per chi doveva guidare un gruppo o una impresa. La complessità ed i ritmi di cambiamento accelerati del mondo in cui viviamo hanno di fatto ridotto drasticamente la possibilità di fare previsioni accurate su come evolveranno certi scenari, di convincere esclusivamente  sulla base di calcoli razionali, di basare una impresa solo su un piano economico. La guida di una organizzazione ha assunto così il carattere di sfida da affrontare più che di un compito da eseguire, di avventura piuttosto che di routine. Il capo è diventato così, leader.
Le due considerazioni appena fatte stanno alla base del progetto Learn to Lead (L2L). Primo, occorre investire sulla leadership degli individui a tutti i livelli organizzativi perché e difficile (se non pericoloso) aspettarsi che le indicazioni su cosa fare (come valutare i problemi,  decidere, agire) calino semplicemente dall’alto. E’ complicato chiedere alle persone di impegnarsi solo sulla base di un piano d’azione definito, occorre dare senso e significato al piano stesso, occorre che le persone credano nella sua efficacia perché questo possa realmente esserlo. Secondo, occorre realmente uscire dalla dimensione della leadership che abbiamo definito ‘eroica’. Ciascuno può esercitare una leadership al proprio livello ovvero può apprendere nuovi modi di esercitare il proprio ruolo che valorizzino la responsabilità personale, l’iniziativa e la capacità critica di fronte ai problemi.
Il progetto L2L fa propria questa sfida cosciente delle difficoltà che emergono quando si cerca di intervenire su competenze come quelle in questione. Consapevole del fatto che la leadership è una dimensione che coinvolge l’intera personalità degli individui, e non solo la sfera razionale, il progetto punta su una modalità di apprendimento che valorizzi l’esperienza diretta ed in particolare il gioco come leva di apprendimento.  Fulcro del progetto formativo che caratterizza L2L è appunto un Serious game, appositamente progettato per permettere ai partecipanti di confrontarsi con il fenomeno della leadership in maniera simulata.

Obiettivi del trial sperimentale

Il trial L2L (Learn to Lead) è la fase sperimentale del progetto europeo omonimo. Tale progetto, che si inserisce nel panorama dei progetti Leonardo Life Long Learning, ha l’obiettivo di sviluppare e convalidare un Serious Game, inserito in un programma di formazione on line, per diffondere e rendere accessibile la formazione in tema di leadership. I gruppi coinvolti nel trial sono:

1)    Studenti universitari (trial spagnolo)
2)    Impiegati di PMI (trial francese)
3)    Professional (trial italiano)

Il progetto coinvolge 6 partner in 3 paesi europei: CNR - ISTC Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione – Roma; Entropy KN, società di consulenza e formazione – Roma; Università Federico II, dipartimento di Scienze Relazionali – Napoli; Universitat Jaume I Castellon – Castellon, Valencia; MF & Partners, società di consulenza – Lione.

Metodologia L2L

La metodologia discende da una accurata analisi dei bisogni realizzata secondo due modalità (i) una ricognizione dello stato dell’arte in merito alla formazione sulla leadership nei paesi coinvolti (ii) l’elaborazione di dati ricavati dalla somministrazione di questionari e interviste semi-strutturate a figure chiave aziendali. A valle dell’analisi dei bisogni, il partenariato L2L ha identificato la teoria di riferimento su cui incentrare la progettazione ed il design del gioco: la leadership trasformazionale di Bass e Avolio.

La metodologia L2L prevede 2 modalità per l’erogazione della formazione:

1) “Atomistic Mode” 
2) “Molecular Mode”

La prima (fig. 1) è una modalità asincrona, totalmente on line e automatica, in cui non è previsto alcun sistema di tutoraggio attivo. La seconda (fig. 2) è un percorso in modalità blended  che mantiene inalterate le fasi on line ed aggiunge alcuni incontri in presenza di un tutor che in questa fase sperimentale, ha il compito di raccogliere feedback qualitativi sulla validità del percorso on line.

La metodologia prevede un protocollo di valutazione che interviene su differenti livelli:
1) Soddisfazione e usabilità del Serious Game L2L (attraverso due scale che si prefiggono di misurare la soddisfazione del giocatore e gli aspetti di usabilità, assimilazione e coinvolgimento)
2) Soddisfazione del percorso di formazione L2L ( in entrambe le modalità: on line e blended)
3) Valutazione della conoscenza dei modelli di leadership (il Serious Game fornirà un feedback rispetto a questa dimensione)
Al termine del progetto, la versione atomistica (fig. 1) verrà rilasciata in modalità completamente libera ed accessibile attraverso il sito di progetto. (http://www.learn2lead.unina.it/ )


Figura 1 – Atomisitc Mode L2L



Figura 2 – Molecular Mode L2L

Trial Sperimentali

In ogni paese il trial è strutturato su 2 fasi: primo step, uno studio pilota su piccolo gruppo (5 partecipanti per ogni nazione) per testare usabilità e stabilità del Serious Game. Il secondo step, un trial su larga scala  che coinvolgerà  in totale 90 persone. Di seguito nelle tabelle 1 e 2 il programma dei cicli sperimentali.
Atomistic Mode
Agenda    Phase    Tools
Day 1    Pre - Assessment    self evaluation, critical incidents
Day 2-14    Training    L2L Game, leadership lesson, critical incidents
Day 15    Post Assessment    Self evaluation, critical incidents, evaluation protocol
Award - L2L Certificate
Service: help desk
Tabella 1 – Atomistic Mode.

Molecular Mode

Agenda    Phase    Tools

Day 1    In presence pre-assessment     Introduction, self evaluation, critical incidents
Day 2-6    Training    L2L Game, leadership lesson, critical incidents
Day 7    In presence meeting     Feedback and experience sharing
Day 8-14    Training    L2L Game, leadership lesson, critical incidents
Day 15    In presence post assessment    Self evaluation, critical incidents, evaluation protocol
Award – L2L Certificate
Tabella 2 – Molecular Mode.

I trial nei 3 paesi coinvolti inizieranno a maggio e termineranno a luglio p.v. Dalle analisi dei dati che emergeranno, si potrà valutare quanto questo tipo di programma e di tecnologia possano facilitare l’apprendimento di capacità di leadership e migliorare quindi l’accessibilità di tale formazione.

Conclusioni

Le caratteristiche che rendono il progetto innovativo sono principalmente: un design asincrono e modelli di dinamiche di gruppo basate sui concetti dell’intelligenza artificiale che hanno l’obiettivo di permettere ai partecipanti di comprendere quali sono le variabili in gioco e sperimentarsi nella gestione di un fenomeno complesso, difficilmente simulabile nel mondo reale. In termini di apprendimento, le strategie simulative proposta da L2L supporteranno i “giocatori” nell’acquisizione di competenze complementari alla conoscenza teorica acquisita durante la formazione “convenzionale”. Il programma L2L pone una particolare enfasi allo sviluppo di consapevolezza dei partecipanti in merito alla complessità delle dinamiche dei gruppi e delle, talvolta imprevedibili, conseguenze di decisioni manageriali apparentemente corrette e lineari.
Bibliografia
[1]    C.W. Churchman, The Design of Inquiring System, New York, Basic Boo Pub., 2008.
[2]    B.M. Bass, B.J. Avolio,  Improving organizational effectiveness through transformational leadership, Thousand Oaks, CA, Sage Publications, 1994
[3]    R. Vardisio, D. 3.1 L2L Teaching Manual, http://www.learn2lead.unina.it

Ringraziamenti

Il presente progetto è finanziato con il sostegno della Commissione europea. L'autore è il solo responsabile di questa pubblicazione (comunicazione) e la Commissione declina ogni responsabilità sull'uso che potrà essere fatto delle informazioni in essa contenute.

Nessun commento:

Posta un commento